
Il mio primo articolo
21/10/2019
Preraffaelliti e la magia che aspettavo
21/11/2019Il programma ministeriale di arte e immagine di inizio anno per le seconde classi della scuola secondaria, prevede lo studio dei mosaici bizantini a Ravenna (IV/V sec. d.C.).
Parlando con il docente di Arte presso la scuola secondaria L. Da Vinci di Somma Lombardo, prof. Vaccaro, e visto che i ragazzi non possono recarsi a Ravenna ho pensato di portare un po di Ravenna a Somma Lombardo nell’aula di arte.
Gli incontri sono stati due, la tecnica scelta per realizzare un piccolo mosaico è stato il metodo indiretto ravennate su grassello di calce, esecuzione lenta che ha permesso a tutti di tagliare la propria tessera con martellina e tagliolo e inserirla nella calce. Il soggetto scelto è stato il nodo di Salomone, immagine spesso presente nella storia dell’arte sia nel periodo romano, proprio nella domus dei tappeti di pietra a Ravenna sia in alcune opere rinascimentali, nodo che rappresenta il legame tra uomo e divino.
I materiali che gli 80 ragazzi hanno potuto visionare sono stati molteplici: smalti veneziani, marmi, smalti ecologici, tessere in oro, pinze, tenaglie ho cercato di catapultarli nel mio laboratorio di mosaico.
Naturalmente non solo mosaico antico ma anche mosaico contemporaneo: abbiamo parlato della scuola di Spilimbergo e della biennale del mosaico contemporaneo ancora in corso a Ravenna, visionandone i cataloghi.
Un altro lavoro che hanno realizzato è stato quello di colorare in maniera del tutto personale le tessere, disegnate precedentemente, delle colombe abbeveranti, presenti nel mausoleo di Galla Placidia, altro simbolo di Ravenna.
Come ogni esperienza pratica, al di la della teoria, i ragazzi hanno compreso quanto lavoro c’è dietro ad un mosaico, e la frase più frequente è stata: quanta pazienza ci vuole per essere un mosaicista!






