
Martellina e tagliolo alla scuola secondaria
28/10/2019Questo è il primo articolo del mio blog, e non potevo non dedicarlo alle persone che in questo ultimo anno mi hanno aiutato a ritrovare ispirazione e voglia di creare: Arianna, Melissa, Anita, Luca e Ivana, il team di Koko mosaico di Ravenna. In questo laboratorio ci sono arrivata per caso, alla ricerca di qualcosa che smuovesse quella voglia di creare che da sempre mi accompagna, ma che un anno fa ha lasciato il posto alla routine in cui non riuscivo più a vedere i colori su una tela o una composizione pittorica.
Così ho prenotato il treno per Ravenna, una delle città che ho studiato di più sui libri di arte, legata alla mia passione per il mosaico. Da Milano, scendendo a Bologna ho preso la coincidenza per Rimini, dopo due ore mezza di viaggio è iniziata la mia avventura. Ravenna è una città che ti accoglie a braccia aperte, e così sono tornata in luoghi per me meravigliosi come San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, Sant’apollinare nuovo, il Battistero Neoniano, il museo Arcivescovile, il museo Nazionale, passeggiando ho iniziato a ritrovarmi.
Un lunedì mattina alle 9 sono entrata nel laboratorio di KOKO mosaico (koko significa “qui” in giapponese, nome legato alla passione che Arianna ha per il Giappone) avevo appuntamento con Arianna Gallo, quella che poi diventerà la mia maestra mosaicista e professionista affermata nel settore sia a livello nazionale che internazionale. Ho subito sentito l’energia positiva che si respira, tutte donne tranne Luca Barberini, artista del mosaico contemporaneo, ma nessuna competizione solo «sorellanza».
Da allora entro ed esco da questo laboratorio, e ci torno per rigenerarmi, perché l’arte ha bisogno di ispirazione e la mia ispirazione di leggerezza e positività.






