
Mantova e un incontro inaspettato
24/06/2020
Prof 3.0
12/03/2021La pandemia quest’anno mi ha tolto molte cose: progetti scolastici non finiti, esperienze di formazione a Ravenna, viaggi e molto altro, ma allo stesso tempo mi ha donato la forza e la volontà per terminare progetti lasciati in sospeso, uno di questi è un nuovo studio.
Tra colori, matite, libri d’arte e i più svariati materiali ci sono cresciuta. Le idee e i progetti erano grandi nella mente, ma gli spazi per realizzarli molto piccoli: sgabuzzini, cantine, garage, camerette anguste, dove spesso respiravo trementina, acquaragia o isolastic. Mi sono sempre adattata, delle volte in modo rocambolesco, d’altronde la creatività non aspetta che tu abbia la possibilità di uno spazio grande.
Negli anni c’erano sempre altre priorità. Negli ultimi mesi ho maturato l’idea che fosse arrivato il momento di avere spazio, tanto spazio! Era arrivata l’ora di lasciare il piccolo laboratorio che mi ha accompagnato in questi ultimi anni. Ho colto un’occasione, senza pensarci troppo, d’altronde aspettare il momento giusto non è una buona strategia per crescere. E mi sono ritrovata a progettare il mio studio, un sogno.
Per molti uno Atelier o Studio d’arte è un qualcosa di indefinito, cos’è? E’ un luogo dove realizzare le proprie idee, dove condividerle e magari trasmetterle ad allievi curiosi, è una necessità. Innumerevoli nella storia dell’arte sono stati gli studi d’arte, che prima degli impressionisti erano in luoghi chiusi, poi con gli impressionisti e la pittura en plein air lo studio diventa l’esterno, i paesaggi e le persone immerse in essi. Con l’arte del Novecento ritorna ad essere fondamentale un Atelier come luogo d’arte.
E ora mi ritrovo qui, nel mio studio, con tutti i progetti che, finalmente, non avranno limiti di spazio……




