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25/05/2020Quando inizia il processo creativo? Come nasce l’idea da realizzare? Quale tecnica usare per interpretarla al meglio? Oggi voglio raccontarvi come avviene per me la genesi di un’opera, naturalmente molti psicologi si sono spesi sull’argomento, uno tra i più importanti è stato Graham Wallas, psicologo ed educatore che insieme a Richard Smith scrisse nel 1926 The art of thought, dividendo questo processo in 5 fasi: preparazione, incubazione, intimazione, illuminazione e infine verifica. Per Wallas il punto di partenza è un’esperienza positiva o negativa,
in cui i recettori sono più sensibili verso un’intuizione. La genesi di un’opera rimane un argomento misterioso e affascinante, complesso e primordiale: la complessità sta nell’interpretare quell’idea, quella visione (perché per me lo è) e renderla reale, non è sempre facile, alcune idee sono più chiare di altre, non tutte si realizzano. Si inizia da un’immagine ben chiara che nasce da una situazione o una sensazione, poi ne nascono altre, perché per me il processo di elaborazione è compulsivo, tante idee che si affollano ma solo una avrà l’attenzione e il tempo necessario per essere realizzata e conosciuta dal “mondo esterno” .
Naturalmente ogni artista ha un suo processo di elaborazione, molti sono ispirati dal momento storico, altri si rifugiano in immagini oniriche, io faccio confluire le sensazioni conseguenti ad un’esperienza, ma qualche volta si può ottenere di essere influenzati negativamente da situazioni che annullano questo processo. Una volta individuata l’idea da realizzare, cerco di capire con quale tecnica renderla reale, perché la tecnica di esecuzione, per me, può far cambiare il senso del messaggio da trasmettere, della sensazione da far confluire. La mia mente è sempre affollata di immagini, ma, come diceva Benedetto Croce, filosofo tra i più influenti del “900, “Un’immagine non espressa non esiste, è un’illusione, ma chi sente profondamente sa anche profondamente esprimersi”
e alcune volte rimangono illusioni, perché per me l’imbuto tra l’immagine interiore e quella che poi vedrà la luce è la sperimentazione dell’idea. Spesso unisco diverse tecniche, anche in maniera funambolica, riscoprendo il valore autentico di un bambino, che non si preoccupa di capire l’arte ma di realizzarla, ed è forse per questo che tra le cose che mi rendono felici vi è la verifica dell’idea attraverso la sperimentazione.
‘è un artista colui che, elaborando le proprie impressioni soggettive, sa scoprirvi un significato oggettivo generale ed esprimerle in una forma convincente
-Maksim Gor’kij





